LA PRIMA NOTTE DI QUIETE – IL CINEMA INQUIETO DI VALERIO ZURLINI


È uno di quei film che ti scava dentro. Non ti colpisce per i movimenti di macchina, per le immagini, che sono pure molto funzionali, ma sono la storia e gli attori a essere in primo piano e soprattutto i primi anni settanta, densi di speranze e contraddizioni.

Gli attori vagano sconfitti e delusi da una vita che sembra sfuggire dalle proprie mani. Detestano il passato, il protagonista rinnega il proprio padre, eroe di guerra. Non capiscono il presente e vedono che viene loro negato il futuro.


Dicevo delle immagini che appaiono a volte quasi sciatte, eppure a tratti nel buio più assoluto, nelle silhouette appena accennate, si viene catturati. Film incredibilmente vicino a Ultimo tango, in comune, tanto per cominciare il cappotto color cammello, lo stesso usato sia da Alain Delon che da Marlon Brando, eppure i film uscirono solo un quattro giorni di distanza. Non è comprensibile come ciò sia accaduto. Poco prima di morire Bertolucci disse che Delon aveva letto la sceneggiatura di Ultimo tango, ma non si sa se fosse descritto il cappotto e se ci possano esse stati altri elementi utilizzati come spunto, certo non ci sono elementi per potere parlare di plagio, eppure le storie si assomigliano tanto. L’aria di mistero, la morte che aleggia, personaggi autodistruttivi e disincantati. Certo Ultimo tango ha una qualità d’immagine unica, Dario Di Palma, pur essendo un valido direttore della fotografia, non è Storaro.



Però ci sono la Massari e Giannini che difficilmente si dimenticano. E poi l’amore, il vento nei capelli e la pioggia. Il film è romantico e decadente.

Il film ha avuto dei titoli alternativi, che lo rappresentano parecchio: Oktober in Rimini, Indian Summer, Il professore.



La scena della discoteca mi ricorda parecchio il ballo di Gruppo di famiglia in un interno, di Visconti, per altro, lo sceneggiatore Enrico Medioli era lo stesso.


Qualche curiosità. Durante tutta la lavorazione del film Delon e Zurlini non si parlarono, se non per quanto fosse strettamente necessario, il seguito l’attore rimontò il film per la Francia e fu un fiasco.



Nel film compare il numero di Tex 137 “Il ritorno di Montales”. La protagonista femminile, Sonia Petrova, era una ballerina.


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