NOVITA' 2021: NIGHT FLIGHT ORCHESTRA - Aeromantic II


Quella di oggi più che una semplice recensione è una vera e propria bizzarra storia.

La storia di un manipolo di musicisti svedesi che fino a qualche anno fa aveva legato i loro nomi a band gravitanti nell’ambito del melodic death metal, come Arch Enemy o Soilwork, o comunque di un certo filone “estremo” come Mercyful Fate.

Un bel giorno, esattamente intorno al 2007, questi musicisti, un po’ per noia, un po’ per passatempo, un po’ per evadere dalla routine mettono su questo progetto totalmente diverso da quello proposto finora nelle loro rispettive band.


Duri, estremi e occulti nelle loro rispettive band, i ragazzi quando diventano i Night Flight Orchestra si trasformano in quanto di più chic, melodico, trascinante ed orecchiabile possa proporre al momento l’intero panorama hard rock mondiale.


La band, vi è da dire per dare un quadro completo del valore e del rispetto che questi musicisti nutrono nel loro ambito nativo, è sotto contratto con la Nuclear Blast Records, mitica etichetta fondata nel 1987 che si è sempre distinta per aver promosso band appartenenti esclusivamente ai filoni estremi, dal thrash, al death, al grindcore.


I Night Flight Orchestra propongono un travolgente e patinato Hard Rock con profonde radici A.O.R., un concentrato di melodie e ritmiche davvero irresistibili.


Che vi piacciano o meno, sarà praticamente impossibile già dal primo ascolto evitare che il vostro piedino batta il tempo, o nei casi più sensibili cantarne i ritornelli o lanciarsi in furenti balli appena usciti dalla doccia.



Aeromantic II è il sesto lavoro della band e si conferma al momento uno dei lavori più interessanti di questo 2021.


51 minuti di puro divertimento, pezzi frizzantissimi con tastieroni in grande evidenza come nell’iniziale “Violent Indingo”.


Davvero difficile trovare i pezzi più rappresentativi di questo disco che in teoria completa il primo Aeromantic uscito soltanto l’anno scorso.


Tutti i brani viaggiano su ottime strutture sonore e soprattutto si stampano, qualcuno da subito qualcuno dopo non più di un paio di ascolti, in testa senza trovare alcun ostacolo.


Tra i miei preferiti l’irresistibile singolo “Burn For Me”, la successiva e survivoriana “Chardonnay Night”, la ballabilissima “Amber Throught a Window” sostenuta da azzecatissimi arrangiamenti, la quasi duraniana ed esplosiva “You Belong to the Night”, la furente “White Jeans”, la splendida, ottantiana e conclusiva “Moonlit Skies”.


Ma ripeto tutti i brani potrebbero essere tranquillamente essere menzionati come potenziale hit.


Un disco probabilmente laccato a meraviglia, ma dal fascino e dall’esuberanza melodica che ad ascoltarlo in macchina a volume adeguato , anche un Lunedì mattina nel traffico potrebbe metterci allegria.








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