LA VIE EN BLUES

"Quando la notte sei sdraiato a letto e comunque ti rigiri stai scomodo, allora vuol dire che ti ha preso il blues" (Leadbelly).


Un aforismo (o aforisma), uno dei tanti, delle migliaia che si potrebbero citare, da chi il Blues lo ha vissuto e lo ha vissuto davvero, dandoci così in poche righe una breve interpretazione (una delle tante che egli stesso ha dato nella sua esistenza).

Huddie William Ledbetter, detto Leadbelly, uno dei "padri" del Blues, come lo possiamo considerare oggi.

La notte sei sdraiato a letto e comunque ti rigiri stai scomodo. Alzi la mano chi non ha mai provato una simile sensazione.

Allora a tutti noi ha preso il blues? Può darsi, ma quanti se ne sono realmente accorti? Quanti e quante volte ci siamo trovati dietro il sedere del mulo ma non ci siamo accorti di quello che significava?

Il Blues è questo. E' accoglienza in se stessi, è consapevolezza nella confusione e confusione nella consapevolezza.

E poi, forse, è niente di tutto questo, essendo al tempo medesimo tutto questo.

Perché il Blues non si spiega, casomai si vive.


Perché il Blues è "un maledetto freddo che fa tremare, ragazzi. Se non lo avete avuto spero che non lo abbiate mai". (Son House)



O forse sì. Perché quel freddo che fa tremare, a volte, è un freddo che fa vivere.

Come si vive il Blues.

Con la musica.

Con le parole.

Con le immagini.

Con i sentimenti, il cuore, le membra, le ossa, i muscoli, il sangue.

Con qualcosa che ha mille spiegazioni e ancora non ne ha trovata una.

Come il grande e infinito romanzo del Blues.


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