16 giugno - THE BLUESBROTHERS



Oggi è il giorno di The Bluesbrothers e ospitiamo la cartolina del Direttore Francesco Villari, tutta da leggere, tutta da godersi, su un capolavoro e un capolavoro dentro il capolavoro (sì, tripla ripetizione, voluta). Lasciamo la parola a questo articolo tutto da godersi.


"Il 16 giugno del 1980 debutta nei cinema della città in cui è ambientato, Chicago, uno dei film più celebrati della storia: "The Blues Brothers". Di parole su questo cult ne abbiamo già spese tante, ma questa volta vorrei sottolineare un aspetto importante: il film, pur con il suo mood ironico, talvolta decisamente comico, è un vero tributo al blues e ai suoi affluenti, realizzato con grande competenza e un profondo senso di rispetto. Le guest star sono vere leggende, da Aretha Franklin a Ray Charles, da James Brown a Cab Calloway, per non dire di Carrie Fisher, John Candy, Twiggy, il giovane Steven Spielberg e tantissimi altri tra musicisti e attori che hanno regalato un loro cameo al film. Ma ciascuno di loro si è prestato alla parodia, alla recitazione di un ruolo funzionale alla sceneggiatura, quasi sempre mantenendo quella verve comica che accompagna tutto il film. Tutti tranne uno: John Lee Hooker.

La scena che lo riguarda è la quintessenza di quel rispetto verso la musica, di quella competenza senza la quale sarebbe stato impossibile realizzare un film così intelligente, ironico e, passatemi il termine, colto. John Lee Hooker è più che un mito, è IL BLUES. E come dice l'adagio "scherza coi fanti ma lascia stare i santi": proprio quello che fa John Landis nel dirigere la scena. Proprio quello che fanno John Belushi e Dan Aykroyd nell'interpretarla, svestendo per un attimo i panni dei fratelli Blues, capaci di dissacrare qualunque cosa, per diventare riverenti discepoli del loro dio. Joliet Jake ed Elwood Blues in questo contesto spariscono per lasciare il posto al BLUES. Lo guardano da lontano il mito, non interagiscono con lui, non forzano la parodia. John Lee Hooker suona la sua "Boom Boom" e tutti lo ascoltano in silenzio, con il religioso rispetto che merita la sua leggenda. Poi il film riprende il suo rocambolesco andazzo e i Blues Brothers tornano a essere quella strepitosa miscela di comicità, paradosso e spericolata musicalità. Bastava un attimo per scivolare sul terreno dell'iconoclastia e non sarebbe stato perdonabile, invece "The Blues Brothers" si consegna integro al mito che giustamente lo accompagna da quarant'anni, anche e soprattutto grazie all'amore vero per la musica che traspare da questa scena e rende credibile anche la più azzardata parodia. Come dire... Chapeau! Avrete capito che la nostra cartolina è proprio la scena di "Boom Boom" del leggendario John Lee Hooker."

(Francesco Villari)



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