14 giugno - ROCKET QUEEN? IT'S A SIN

Essere fidanzata con uno dei membri di una rock band famosa è certo tra i sogni di ogni ragazza, ma non sempre la realtà poi ci rende felici come avevamo immaginato. Lo sa bene Adriana Smith, una groupie che di sogni nel cassetto ne ha tanti. Il primo, il più importante, è quello di diventare un’attrice famosa, in quel di Broadway. Nel frattempo, si arrangia come può facendo la spogliarellista e uscendo con Steven Adler, il batterista dei Gun’s and Roses. Sembra quasi di essere sul set di Pretty Woman, con una Julia Roberts un po' meno salutista, se pensiamo alla scena del film in cui dopo aver gustato fragole e champagne, lei corre in bagno per usare il filo interdentale. La nostra protagonista invece preferisce di più lo stile di vita della band e considera l’alcol il migliore amico di una ragazza, alla stregua dei diamanti. E’ arrabbiata, chi può biasimarla! Il suo uomo la tradisce anzi, la cornifica, come si dice in gergo, e la inganna per passarla liscia. Quel giorno poi è particolarmente arrabbiata e particolarmente ubriaca. Vorrebbe tornare da lui per dirgliene quattro e magari mollargli anche quattro sberle, ma viene intercettata da Axl che aveva in mente una particolare forma di vendetta da sottoporre alla sua attenzione. Se avesse preso in considerazione la cosa non solo l’avrebbe fatta pagare al suo uomo ma, allo stesso tempo, avrebbe fatto per lui una cosa importantissima, disse proprio così, una cosa importantissima che nessun’altra avrebbe potuto fare. Si perché c’era quella canzone, si carina, ma c’era qualcosa che non funzionava. Così Axl, ubriaco almeno quanto lei, aveva pensato ad una sovraincisione di suoni un po' più particolari. Lei, pur di farla pagare a Steven, ma anche perché, confesserà molti anni dopo, Axl le piaceva e avrebbe fatto qualunque cosa per lui, accetta. Insieme si dirigono così ai Media Sound Studios di New York dove c'era una cabina coperta di cuscini, e Adriana, malgrado sia ubriaca e su di giri, o forse proprio grazie a quello, dà ad Axl esattamente ciò che lui vuole, autentici gemiti di piacere che saranno aggiunti all’incisione di rocket Queen, l’ultima traccia dell’album Appetite for Destruction. Il suo ansimare per Rocket Queen è vero. “Smettila di fingere” – le dice Rose, e lei fa sul serio. Il suo orgasmo è autentico. Gli stessi tecnici del suono, costretti ad entrare in cabina per sistemare bene i microfoni, confessano che i due non si rendono conto di nulla. E sono trenta minuti di autentico sesso registrato. Quando Steven lo viene a sapere naturalmente dà di matto, ma la cosa è fatta, ed è una cosa di cui Adriana si pentirà amaramente, finendo anche in un turbine di droga e alcol per il senso di vergogna.

Nessuno l’ha obbligata, direte voi, ma si può comunque parlare di Revenge porn, sebbene al contrario. L’espressione in lingua inglese significa letteralmente vendetta porno e indica la condivisione di materiale pornografico di vario genere con l’intento di umiliare il partner per ritorsione o per vendetta. Solitamente, a divulgare questo tipo di materiale è un ex partner che utilizza questa forma di violenza come un atto di punizione per la sofferenza subita a causa del rapporto sentimentale interrotto per volontà della vittima. Nel caso in questione, la ritorsione è avvenuta verso un amante colpevole di tradimento ed è lo stesso carnefice a dare il consenso per pubblicare il materiale. Capita spesso però, fin troppo spesso, che, nel momento in cui una donna si è prestata ad un gioco sessuale con il proprio partner viene additata, marchiata, poiché questo suo atteggiamento contrasta con il ruolo sociale atteso. Noto con il nome di slutshaming, ovvero lo stigma della puttana, è la stessa vittima e carnefice che in questo caso si autopunisce.

In realtà, volendo generalizzare, il desiderio di riprendere gli incontri intimi e le performance amatorie è più diffuso di quanto si pensi. Capita quando si vogliono fermare gli istanti più eccitanti per poterli rivedere insieme. I sessuologi spiegano che quando in una coppia c’è l’intesa giusta, il video, ad esempio, può avere una forte funzione erotizzante. Non si tratta dunque di una forma di voyeurismo. Si potrebbe pensare che l’idea nasca dal fatto che la coppia entra in crisi e la sua vita sessuale si sta spegnendo. In realtà accade esattamente il contrario. Solo se la vita sessuale è appagante si trova il coraggio di osare, di andare oltre. Scopriamo così che in genere è l’uomo a proporre l’idea di diventare registi e protagonisti delle proprie performance. Viene da sè che una donna può reagire in maniera differente, con imbarazzo il più delle volte, intrigata, se sessualmente complice col proprio amante. La cosa importante è che vi sia pieno accordo e fiducia incondizionata. Occorre sentirsi a proprio agio e accettare di divertirsi. Solo con queste premesse ci si può lasciare andare ad una interpretazione disinibita e trasgressiva, che è poi il motivo che spinge a percorrere questa impresa. Certamente non è per tutti, sapere di essere ripresi può liberare sensazioni tenute a freno o nascoste. Ma può anche ottenere l’effetto contrario, un rintanarsi delle proprie fantasie e di ciò che piace veramente e un assecondare le fantasie dell’altro, solo per fargli piacere. A quel punto però il gioco sarebbe solo finzione e perderebbe il suo scopo.

Perciò, anche se di primo acchito l’idea vi alletta, riflettete bene sulle conseguenze che potrebbe avere sulla vostra vita. Per fortuna esistono delle regole, e sebbene molte regole siano state inventate per essere infrante, attenersi qualche volta alle istruzioni può essere davvero un’arma efficace per tutti gli aspetti della vita.

Insomma, prima di filmare la vostra intimità assicuratevi di:

1) Volerlo davvero. Chi non ha mai avuto un partner intraprendente, desideroso di sperimentare? Filmare le proprie imprese erotiche è certamente un’esperienza trasgressiva, ma se la cosa vi fa venire dubbi, di qualsiasi natura, o vi mette a disagio, allora rifiutate. Non sarete costretti a pentirvene in seguito.

2) Scegliere il partner giusto. Acconsentire a filmare le vostre prodezze al primo appuntamento è una pessima idea. Innanzitutto perché si corre il rischio di finire in rete e divenire vittime di cyberbullismo o addirittura di revenge porn. Se non sapete con chi avete a che fare lasciate stare perché finiti i postumi della sbornia potreste scoprire di essere finiti nel minore dei mali nella chat privata degli amici. E se proprio vi va di farlo allora pensate alla possibilità di indossare una maschera. Questo garantirà la vostra privacy qualunque cosa accada in seguito.

3) Scegliere la posizione giusta. Può sembrare banale ma la posizione è fondamentale per ottenere la giusta resa erotica da gustare durante la visione del video. Ricordate che il vedo non vedo è sempre preferibile a posizioni troppo esplicite che risulterebbero essere volgari. Perciò scegliete con attenzione il punto dove posizionare la videocamera.

4) Non siete professionisti. Ricordate sempre che non è detto che il video sia di vostro gradimento. Magari nella vostra immaginazione avete pensato di eguagliare le imprese di Rocco Siffredi e Moana Pozzi, ma c’è un perché se loro sono divenuti famosi. Ovvero erano dei veri professionisti del settore.

5) Distruggete tutto. Conservare materiale compromettente può essere fatale. In consiglio in questo caso è di distruggere ogni prova subito dopo la visione. Ne guadagnerete in salute.

In quanto alla nostra protagonista, Adriana Smith è adesso una florida signora quarantenne madre di famiglia, che trova a suo dire il coraggio di confessare questa storia, in realtà conosciuta praticamente da tutti. “Axl mi piaceva” -dichiara, “mi piaceva più di tutti”, “era davvero magico e scopava da dio”. Di fronte a questa affermazione, con il senno di poi, le viene da pensare che forse non era il caso di farsi prendere dai sensi di colpa.

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