10 giugno - ANDY AND THE VOYEURISME

Se c'è una cosa che Andy Wharol è riuscito a fare, oltre a divenire il simbolo della pop Art, è stata quella di lasciare il segno. un segno non sempre positivo, badate bene, tant'è che la Factory era conosciuta anche con il titolo di "Fabbrica della sregolatezza". Ma a lui non importava. Convinto che ogni scandalo aiutasse la pubblicità, Andy era il primo sostenitore di sè nell'alimentare quell'alone di ambiguità che contrassegnava la sua vita e dunque la sua arte.

E come poteva essere il suo laboratorio se non una copia di se stesso, dello stile di vita che ostinatamente e ostentatamente si proponeva di condurre, della sua anima, così ricca di emozioni e vizi, ricettacolo di freddo calcolo e follia?

Frequentato da attori, musicisti e personaggi di spicco di qualsiasi settore, alla Factory si concepivano anche film, servizi fotografici e album musicali. Oltre a ciò non solo si praticava il sesso libero, ma si svolgevano vere e proprie orge sotto l'effetto degli stupefacenti. Nulla di nuovo, direte voi. Ma fu proprio durante una di queste "feste", tra acidi e trip, che Andy Wharol avrebbe proposto a Jim Morrison un "provino cinematografico", che quest'ultimo rifiutò, più interessato alla bella Nico, con la quale sarebbe stato visto in seguito passeggiare nudo sui tetti delle case della zona. A Nico il sesso piaceva e le piaceva farlo con Jim. Una volta in particolare, i due, usciti dalla camera, si ritrovarono davanti proprio Andy Wharol. Wharol era arrivato troppo tardi per assistere allo spettacolo ed era cosa risaputa che a lui piacesse guardare. "troppo tardi, biondino", gli disse Jim, al che il genio della Factory cominciò a piagnucolare ed a supplicare. "Ti prego Jim, non ti darò alcun fastidio, rimarrò a guardare da un angolino". "Ti prego, non fiaterò, te lo giuro." Jim Morrison era talmente ottenebrato dalla droga e dall'alcol che accettò, a patto di venire supplicato in ginocchio. Fu così che il più grande artista del periodo si gettò ai piedi del Re Lucertola, e continuò a supplicare e implorare il dio Morrison dalla cerniera ancora abbassata. Evidentemente però le sue preghiere non furono sufficienti perchè dopo una decina di minuti di quella continua litania, Jim si rialzò la lampo, diede un bacio a Nico e mandò a fare in culo il suo fedele apostolo. Il quale, distrutto, continuava però a rimanere in ginocchio a piangere e supplicare.


Cosa vuole insegnarci questa parabola? Che non sempre le nostre preghiere vengono esaudite? In realtà ma anche se così fosse non ci riguarderebbe. Quello che invece ci preme è prenderne spunto per domandarsi se Andy Wharol fosse affetto, tra le altre cose, da un disturbo noto con il nome di Voyeurismo. Neppure questo in realtà dovrebbe interessarci, ma, si sa, la curiosità è donna.

E dunque cosa sarà mai questo termine, così francese, così raffinato, che allusivamente ci rimanda a piaceri indefiniti e perversi? Proprio dal francese “voyeur” che significa guardone viene fuori questa bizzarra parafilia il cui termine corrispondente in greco è “scopofilia”, insomma abbastanza chiaro. Tutti noi ne abbiamo sentito parlare, quasi sicuramente ha stuzzicato la nostra fantasia, ma forse non abbiamo mai approfondito abbastanza. I feticismi sono tanti, tantissimi, ognuno diverso da persona a persona. Magari avrete sentito parlare di bondage, di giochi di ruolo, di sesso anale. Ebbene il voyeurismo è l’eccitazione sessuale che proviamo quando guardiamo gli altri nudi o coinvolti in atti sessuali.

Detto questo, occorre precisare che di per se non è patologico, almeno nella fase più blanda, ed esordisce durante l’età adolescenziale. La società spesso considera assolutamente normali le forme lievi di tale comportamento, se coinvolgono adulti consenzienti. Difatti la visione di immagini e spettacoli sessualmente espliciti, molto diffusi in rete e facilmente fruibili, non è considerata disturbo da voyeurismo perché è assente la componente dell’osservazione furtiva, che ne è elemento essenziale. Senza giri di parole: la maggior parte di noi si masturba guardando altre persone fare sesso sullo schermo del PC, del tablet e del telefono. Quindi sì, è normale e abbastanza comune essere *almeno leggermente* interessati a questo tipo di fetish.

La domanda che ci poniamo invece è : “perché questo può darci piacere”?

E la risposta è molto più semplice di quanto ci si aspetti: semplicemente perché è un modo diverso di sperimentare il sesso.

Tanto per fare un esempio, diciamo che tra le lenzuola , a meno che non siate seguaci di qualche ramo particolarmente puritano che prevede l’accoppiamento solo a fini procreativi, è normale non affidarsi sempre alla medesima posizione, ed è altrettanto normale diventare a seconda dei casi attivi o passivi per stuzzicare l’eccitazione.


Il voyeurismo è la stessa cosa, è il tentativo di dare sprint a un rapporto che corre il rischio di divenire monotono. Ci si eccita a guardare ma anche a sentire qualcuno che geme. Diventa stimolante per la mente, e non dimentichiamo mai che il desiderio nasce prima di tutto nel cervello. Sono in molti ad eccitarsi nel vedere il partner che si masturba, oppure a sentire che fa, e anche a anche ad immaginare che lo faccia. Non dimentichiamo la famosa scena del telefono in “Nove settimane e mezzo” con Kim e Mickey al telefono.

Si ritiene che il voyeurismo riguardi soprattutto il genere maschile perché, mentre l’uomo usa qualsiasi canale il cui fine ultimo sia l’accoppiamento, la donna necessita di attenzioni e tenerezza.

Ebbene anche questo è ormai un mito da sfatare perché già nel 2004 una ricerca aveva rivelato che la reazione fisica delle donne alle quali venivano mostrate immagini di organi sessuali era più forte di quella degli uomini. Nel senso che le donne rispondevano e si eccitavano sia di fronte a immagini nel dettaglio di sessi femminili che maschili. La differenza sta nel fatto che per una donna solo lo stimolo visivo difficilmente è predominante.

Ma quando il voyeurismo è un disturbo? Il voyeur passa moltissimo tempo a cercare opportunità di osservazione. Ne consegue che può trascurare importanti aspetti della propria vita e non adempiere alle proprie responsabilità. A ciò si aggiunge il dettaglio fondamentale: il consenso, la differenza è tutta qui. Se vi è il consenso allora va tutto bene. Al contrario, si rischia la galera e anche qualche annetto di psicoterapia dotata di goccine.

Non essendo interessati ai disturbi mentali, ci limiteremo a considerare la cosa da un punto di vista semplicemente edonistico, perciò, se la vostra attività è del tutto consensuale, eccovi allora tre semplici consigli per rendere più piccante la vostra vita sessuale:


- Guardate il partner masturbarsi. Incoraggiatelo a sdraiarsi sul letto e fare *le sue cose* guardandolo dalla fessura della porta o seduti davanti a lui/lei.


-Guardate il partner fare la doccia o il bagno.


-Introducete nel gioco un'altra persona che farà sesso col partner mentre voi guarderete.


E anche se non riusciste ad arrivare fino a tanto, siate sinceri: chi di noi almeno una volta nella vita non ci ha fantasticato su? Dobbiamo sempre ricordare che chi giudica non fa!

Ora però vi chiederete, in tutto questo, che fine ha fatto Andy Wharol? Ebbene cari amici mi sa che non lo scopriremo mai, il suo voyeurismo era consensuale? Nessuno potrà dirlo con certezza. Quello che non potrà mai essere messo in discussione però è il suo genio, un fuoco che ha trascinato un’intera generazione e che in qualche modo continua ancora a scaldarci e a illuminare la nostra mediocrità.



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