Raul Seixas, "Pai do Rock brasileiro", e lo scrittore Paulo Coelho: storie tra sogni e musica

Nell’ultima puntata di Cores do Brasil sono andato a cercare un po’ di perle nascoste tra le pieghe del variegato mondo della musica brasiliana. Ed è proprio ieri che Raul Seixas, cantante, compositore, produttore e multistrumentista brasiliano nato a Salvador de Bahia il 28 giugno del 1945 e morto a San Paolo nel 1989, quindi molto giovane, avrebbe compiuto settantasei anni. Soprannominato o Pai do Rock Brasileiro, o anche Maluco Beleza dall’omonimo suo brano, Raul Seixas fu capace di donare emozioni pure, di avvolgerti in una sorta di suono un po’ dylaniano ma ancora più ricco dal punto di vista musicale. Stiamo parlando di un signore che ha inciso 17 album durante 26 anni di carriera seguendo uno stile tradizionalmente definito rock e Baiao, dal genere musicale tipico di Bahia.

Ma la storia, davvero intrigante, è che lui, Raul Seixas, non era soltanto un artista ma uno che si interessava di filosofia, metafisica, psicologia, storia, letteratura e perfino di latino. Veniva considerato una sorta di contestatore-mistico. E nel 1970, dopo aver letto un articolo sulla vita extraterrestre e esserne stato particolarmente colpito, cerca subito, riuscendoci, di mettersi in contatto con l'autore, l'allora giovanissimo Paulo Coelho. Si, proprio lui, il “Mago”, ovvero “l' Alchimista”, ma questo doveva ancora succedere, con le vendite stratosferiche del suo libro in 43 paesi e collocandosi nella lista dei top ten, dei dieci autori più venduti nel mondo. Alla fine degli anni ’60, invece, Coelho, dopo essere stato allievo dei gesuiti, diventa hippy, sessantottino, militante di sinistra, buttato fuori dal suo Paese per ragioni politiche durante la dittatura, e poi giornalista e uomo di teatro, legato a doppio filo agli ambienti rocchettari del paese.



Ed è a questo punto che si trasforma ancora in musicista e paroliere mettendosi al fianco del re del rock brasiliano negli anni Sessanta, Raul Seixas, appunto. Si conobbero nel 1971 e divennero grandi amici. Raul invitò Paulo a scrivere i testi delle sue canzoni. E fu l’inizio di una collaborazione che portò i due alla realizzazione di brani di successo come Hà dez mil anos atras e Maluco Beleza. Fu un successo, più di 600.000 copie vendute e fu il primo guadagno davvero importante di Paulo Coelho che nel 1976 compose più di sessanta canzoni con Raul Seixas cambiando così il panorama del rock brasiliano.



Nel 1974 Seixas e Coelho fondarono la "Società Alternativa", un’organizzazione che si opponeva all’ideologia capitalista e difendeva il diritto del singolo individuo. Una visione della vita che strideva terribilmente con quella imposta a quel tempo dal regime dei militari ai quali non passò inosservata questa collaborazione artistica, ma sempre dopo il pubblico il quale cominciò a capire che dietro al cantante e musicista c'era anche un uomo profondamente contrario al regime dittatoriale. E quindi per i due il destino, almeno quello immediato, fu deciso dai militari con il carcere, torture ed infine l’esilio negli Stati Uniti d’America. Ma fu di breve durata perché, data la grande popolarità di Raul Seixas, il governo golpista gli concesse il rimpatrio. Paulo Coelho, invece, rimase in cella più a lungo perché era considerato “il capo” di quella operazione editoriale. Due giorni dopo la sua scarcerazione, Paulo fu fermato mentre camminava per strada e portato a un centro militare di tortura dove fu trattenuto per vari giorni. Ma torniamo a Seixas: dopo una serie di album di successo la sua vita privata subì duri colpi. La separazione dalla moglie, la depressione, e poi l’alcolismo, il diabete, fino a quando le sue condizioni di salute divennero sempre più gravi, fino a portarlo alla morte nell’agosto del 1989, stroncato nella sua abitazione da una pancreatite acuta fulminante



Uno dei brani più belli che ha scritto Raul Seixas è “Quando voce crescer”, una melodia e ritmo che davvero ti lasciano dentro un magone, una nostalgia immensa, oltre la presenza di un accompagnamento corale da brividi. Seixas parla delle diverse convenzioni sociali alle quali siamo tutti soggetti e sottomessi, nonostante pensiamo il contrario. Lui dice, attraverso il suo bellissimo testo, che con il passar del tempo, ogni volta rassomigliamo sempre più ai nostri genitori e la maggioranza di noi segue un cammino predeterminato dalla società. E questo, per lui, è l’esempio di una vita mediocre. E nel finale del brano, proprio negli ultimi secondi, Raul lancia il segnale, nell’ultimo refrain del brano “quando voce crescer”, aggiunge; vai ser todo igual, sarà tutto uguale, esattamente lo stesso.


Altro brano davvero rappresentativo di Raul Seixas è “Metamorfose ambulante”, inciso nel gennaio del 1973, con un attacco che ricorda platealmente Joe Cocker ma che poi si dipana verso lidi musicali che hanno a che fare più con il rock e il blues targato anni 70. Anche qui il testo si riferisce ad una visione di vita per la quale Raul pagò molto in termini di libertà e dice pressapoco così: preferisco essere una metamorfosi ambulante, piuttosto che avere quella vecchia opinione formata su tutto. Voglio dire, adesso, l'opposto di quello che avevo detto prima, preferisco essere questa metamorfosi ambulante, su che cosa sia l'amore, su che io non sappia nemmeno chi sia. Se oggi sono una stella domani si sarà già spenta, se oggi ti odio domani ti amo. Ti amo, ti temo, ti faccio amore, sono un attore. E’ noioso raggiungere un obbiettivo in un istante, voglio vivere in questa metamorfosi ambulante

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