"The Brazil Connection":12 voci classiche del jazz, soul e pop immerse nel mondo musicale della Mpb

Aggiornamento: 12 apr


Un’idea geniale. Direi quasi un atto d’amore. Capace di fondere dodici voci classiche che spaziano tra jazz, soul e pop del calibro, ad esempio, di Sara Vaughan, Sly and the Family Stone, Nina Simone e Aretha Franklin, con un tappeto sonoro tipico della Mpb (Musica popular brasileira). Voci appartenenti agli anni ’60, ’70 e ’80 che sembrano adattarsi naturalmente a nuovi arrangiamenti di samba e bossa nova, peraltro eseguiti da un assortimento stellare di musicisti jazz brasiliani, incluse leggende viventi come Marcos Valle e Roberto Menescal. Ed ecco come due mondi musicali apparentemente molto lontani riescono a fondersi come per magia donando ad ogni singolo brano, già super famoso di suo, un impatto emotivo travolgente, assolutamente unico. L’obiettivo degli autori di questo progetto era portare la “gioia di vivere” brasiliana alle esibizioni iconiche di famosi artisti americani come Billie Holiday, Aretha Franklin, Marvin Gaye, Isley Brothers e molti altri. E ci sono perfettamente riusciti.



Vale la pena raccontare questa incredibile storia che risale a circa otto anni addietro, siamo nel 2014, quando i fratelli Frank e Christian Berman, produttori musicali di origine tedesca, lanciano sul mercato l’album “Studio Rio presents: The Brazil Connection”, l’incredibile alchimia musicale sopradescritta. L'ostacolo più grande era isolare le tracce vocali originali. Per le selezioni più moderne, come “Sexual Healing” di Marvin Gaye e “I Can See Clearly Now” di Johnny Nash, esistevano master multi-traccia. Ma erano i brani più vecchi a rappresentare una sfida significativa, fino a quando i fratelli Berman non scoprono una società con sede a Berlino chiamata “Science of Sound” E cioè un team di scienziati molto nerd e ingegneri di alta qualità, capaci di costruire un modello di algoritmi attraverso il quale è stato possibile mantenere intatta la voce e sbarazzarsi di tutto il resto.

Con alle spalle un partner, la Sony, con un catalogo ricchissimo, i Berman cominciano il processo di selezione delle canzoni, parcheggiati in un internet cafè di Rio a due passi dalla spiaggia. E sviluppano rapidamente l’idea di quali ritmi sarebbero andati e con quali voci: bossa nova per quelli più lenti e samba per quelli un po' più “groove”.


Armati di un elenco di 40 brani, i due produttori si incontrano con diversi noti arrangiatori e musicisti brasiliani, inclusi i chitarristi Mario Adnet e Torcuato Mariano e il batterista di lunga data Antonio Carlos Jobim Paulo Braga. Nasce così “Studio Rio”, un cast stellare di pionieri musicali brasiliani dei generi bossa nova e samba, tra cui il vincitore del “Latin Grammy Award” alla carriera Roberto Menescal e la leggenda della musica brasiliana Marco Valle. “Volevamo realizzare un album che fosse veramente autentico, di cui i musicisti sarebbero stati davvero orgogliosi”, dice Frank Berman. E così è stato: più di cento stazioni radiofoniche, molte di queste americane, riprendono nell’estate del 2014, tutti i brani contenuti nell’album con una rotazione quotidiana. Il successo è assicurato. Ed a spiegarlo c’è anche una intervista dell’epoca al CEO di Radio Jazz FM91 di Toronto, Ross Porter, che dice: “Spesso questo tipo di progetti manca di credibilità e compromette la musica che era giusta nel suo stato originale, ma Frank e Christian contribuiscono effettivamente all'anima artistica degli originali, hanno fatto un lavoro così buono e creativo nel re immaginare e ridefinire la musica”.


E comunque c’è da aggiungere che i Berman non sono nuovi ad operazioni del genere: nel 2006 hanno collaborato con il fondatore di “Artists Project Earth”, Kenny Young, per la realizzazione di “Rhythms del Mundo”, convincendo artisti del calibro di Coldplay, Sting e Maroon 5 a far riadattare le loro canzoni su arrangiamenti cubani eseguiti da musicisti del Buena Vista Social Club come Ibrahim Ferrer e Omara Portuondo.


Negli ultimi 20 anni, i Berman Brothers hanno ricevuto più di 90 premi d'oro e di platino, due BMI Awards, una nomination ai Golden Globe, una nomination ai Grammy (per Love One Another, registrato da Cher) e un posto nella storia per la loro produzione e remix del colossale successo di “Baha Men” dal titolo “Who Let the Dogs Out”. In qualità di produttori, scrittori ed editori, i Berman hanno lavorato con una serie di superstar internazionali tra cui Coldplay, Sting, Cher, Real McCoy, Dido, Maroon5, Sophie B Hawkins, Reamonn e membri del leggendario Buena Vista Social Club.


"La musica è il cuore e l'anima del Brasile, che celebra con ritmi sincopati e melodie meravigliosamente espressive. È la forza vitale dell'intera cultura - hanno scritto i Berman Brothers nelle loro note per Studio Rio Presents: The Brazil Connection - quei ritmi afro-brasiliani sono nel modo in cui le persone parlano, nel modo in cui camminano, anche nel modo in cui giocano a calcio. Da un semplice ritrovo familiare ai festeggiamenti che invadono il paese durante il periodo di Carnevale, la musica è alla base di ogni ritrovo sociale. Il Brasile è il luogo più musicale in cui siamo mai stati nelle nostre vite”.



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