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Beethoven e la Nona Sinfonia che unì il Mondo


Il 7 maggio 1824, al Theater am Kärntnertor di Vienna, andava in scena una rivoluzione sonora che avrebbe cambiato per sempre la storia della musica: la prima esecuzione della Nona Sinfonia in re minore, op. 125 di Ludwig van Beethoven. Non era solo una nuova sinfonia; era un inno titanico alla fratellanza, concepito da un uomo ormai totalmente sordo, che aveva scelto di cantare la gioia nonostante il dolore. Il culmine dell'opera è il quarto movimento, l'Inno alla Gioia (o Ode an die Freude), basato sul testo di Friedrich von Schiller del 1785. Beethoven scelse di inserire  coro e solisti in una sinfonia, un fatto inaudito per l'epoca, per dare voce all'ideale illuministico di unità: "Abbracciatevi, moltitudini! Questo bacio vada a tutto il mondo!". La Nona Sinfonia è diventata il simbolo della musica che unisce: dal 1985, il tema dell'Inno alla Gioia è l'inno ufficiale dell'Unione Europea, scelto per celebrare libertà, pace e solidarietà, l'opera infatti celebra l'unità nella diversità, rappresentando i valori fondamentali dell'Europa. Un inno universale: originariamente inteso come "Inno alla Libertà" da Schiller, Beethoven lo trasformò in un inno alla gioia, un messaggio di speranza che continua a risuonare nei momenti storici cruciali, come il concerto dopo la caduta del Muro di Berlino. Ma il 7  maggio ci riporta  anche ad un altro momento chiave della Storia infatti il 7 Maggio 1945 la Musica è quella del Silenzio e della Resa. A 121 anni esatti da quella prima esecuzione viennese, il 7 maggio 1945 assume un significato drammaticamente opposto. Alle 2:41 del mattino, a Reims, in Francia, il generale tedesco Alfred Jodl firmò la resa incondizionata della Germania nazista. Questo atto pose fine alla Seconda Guerra Mondiale in Europa, ponendo termine a un periodo di odio che era l'esatto contrario della fratellanza auspicata da Beethoven. La musica della Nona, simbolo di fratellanza, era stata brutalmente ferita durante il conflitto, ma la data della sua nascita è diventata, quasi per contrappasso, la data della ritrovata libertà europea. Sebbene vissuto due secoli prima della chitarra elettrica, Beethoven è spesso definito il primo "rocker" della storia. La sua attitudine era quella di un ribelle, indipendente perché scriveva solo per sé stesso, non su commissione, rifiutando di sottomettersi alle regole dell'aristocrazia dell'epoca. Un rivoluzionario dei suoi tempi. La sua musica, specialmente negli ultimi quartetti e nella Nona, è intensa, spesso "dura" e priva di compromessi, simile all'intensità del rock moderno. Il Rock non è perfezione è anima è passione e Beethoven  che spesso  dichiarò che : "Suonare una nota sbagliata è insignificante; suonare senza passione è imperdonabile" ne fu il giusto precursore. La sua Nona Sinfonia ha influenzato generazioni di musicisti, inclusi quelli del rock progressivo, che hanno visto nelle sue strutture complesse e nel suo spirito libero una fonte inesauribile di ispirazione. Il 7 maggio rimane dunque una data simbolo: il trionfo della Musica che, nata come grido di speranza nel 1824, ha saputo superare le barbarie della storia per continuare a unire gli uomini. Il 7 Maggio è,  e resterà sempre, un giorno Rock…

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